Aggiornamenti

La Piagnona raccontata da Laura Pellegrini


Può una campana avere un nome e una storia quasi fosse una persona? Modellata e fusa a Firenze verso la metà del 1400, da Donatello - o forse dal Verrocchio - per essere posta sul campanile di San Marco, deve il suo nome agli avvenimenti legati all’ascesa di Girolamo Savonarola nella vita politica di Firenze. A quel tempo, il 1498, la città era divisa tra Palleschi - fedeli ai Medici, con il nome derivato dallo stemma mediceo, contenente sei palle - e Piagnoni - fedeli a Savonarola, nome che dall’indicazione originaria di coloro che per mercede seguivano piangendo i funerali passò a connotare i fiorentini ligi alle direttive del frate domenicano. La campana che da San Marco - quartier generale del Savonarola - chiamava a raccolta i seguaci del frate, non poteva che chiamarsi così. Quando i fiorentini si ribellarono, la Piagnona fu suonata a martello per richiamare quanti più fiorentini alla difesa della chiesa. La storia ci racconta poi come andò a finire. Laura Pellegrini, curatrice del Museo di San Marco, racconta la Piagnona, legata simbolicamente alla memoria di Girolamo Savonarola, oggi esposta nella Sala Capitolare del Museo.